L'ospite di pietra

Note

“Mozart e Salieri e L’ospite di pietra” sono i titoli dello spettacolo in atto unico ispirato ai due omonimi microdrammi di Aleksandr Sergeevič Puškin. L’insieme artistico dinamico Concreta, già noto per il grande successo di pubblico delle performances “Tutti dormono” e “I racconti del lucernario” andati in scena a Mendrisio, debutta ora con un nuovo progetto artistico appositamente creato per il teatro con il sostegno di Coop Cultura I temi portanti dell’opera sono due vizi capitali: l’invidia, movente del leggendario avvelenamento di Mozart da parte del rivale Salieri, e la lussuria, che guida le gesta di Don Giovanni, seduttore impenitente costretto a fare i conti con l’ospite di pietra e con se stesso. Il primo microdramma mostra il rigore della Vienna settecentesca che si rispecchia nel freddo del bianco, nelle geometrie lineari tracciate sul palco, nelle musiche solenni, nella luce del fuoco e nel profumo d’incenso. Un uomo siede a un tavolo e si consuma cercando di afferrare l’armonia, un altro è in piedi e a quest’ultima si abbandona liberamente. Una sincera unione li lega come la trama e l’ordito che pur percorrendo strade diverse, si intrecciano, per dare origine allo stesso tessuto di gratitudine e invidia. Queste le prime suggestioni che prendono vita dalle pagine del testo di Puskin e che ci mostrano due diverse nature del creare, due facce della stessa medaglia, opposte ma indissolubilmente legate. Nel secondo microdramma saremo di nuovo invitati a sederci a tavola ma questa volta nella calorosa Madrid avvolti dalla sensualità dei movimenti curvilinei, dal profumo e dal colore di 2065 fiori usati usati per la scenografia e i costumi. 2065 sono pure le donne conquistate dal seduttore seriale Don Giovanni e registrate nel suo catalogo dal fedele servitore Leporello, come ci racconta lo stesso Mozart nella sua opera e da qui abbiamo preso ispirazione per L’ospite di pietra: ad ogni personaggio abbiamo affidato un fiore, ogni fiore custodisce una virtù, ogni virtù ha un profumo irresistibile ed inebriante. Due spettacoli in uno, in apparenza antitetici, ma uniti da profondi richiami simbolici e dall’immortale musica di Mozart, vero e proprio quarto attore in scena.

Ogni donna è un fiore. Noi ne abbiamo messi 2065 in scena, ecco perché:

In Italia seicento e quaranta;
In Lamagna duecento e trentuna;
Cento in Francia, in Turchia novantuna;
Ma in Ispagna son già mille e tre 2065 è il totale di fiori artificiali che sono stati utilizzati per la realizzazione dei costumi e della scenografia de L’ospite di pietra. 

“Madamina, il catalogo è questo”
dal Don Giovanni di Mozart

 

Adattamento e Regia: Diego Willy Corna

Con: Alessandro Boldetti, Alessia Leoni e Orfeo Fumagalli

Consulenza coreologica: Nunzia Tirelli

Musiche: Lorenzo Quattropani e Giuseppe Senfett

Tecnica vocale: Fernanda Calati

Scene: Lucilla Papa e Irene Agostino

Luci: Kabil Nageswarakurukkal e Andrea Della Neve

Tecnici: Giovanni Cereghetti e Roberto Bernasconi

 

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